Per chi dona il sangue si apre la Cappella Sistina.

foto terzobinario.it

Rosso come l’arte. Per chi dona il sangue si apre la Cappella Sistina.

Iniziativa congiunta tra Policlinico di Tor Vergata e Musei Vaticani: donare il sangue è un'opera di misericordia.
Cosa c’entra la Cappella Sistina con una trasfusione di sangue? Cosa hanno in comune le “Stanze di Raffaello” con gli ambulatori del Policlinico di Tor Vergata? “Donare il sangue è indispensabile ma a volte non ce ne rendiamo conto, allora l’ipotesi di collegare questo gesto a una visita ai Musei Vaticani nasce come incentivo per ricordare questa necessità, ma anche come possibilità di fare qualcosa di buono unito a qualcosa di bello”.
A parlare è don Massimo Angelelli, cappellano del Policlinico Tor Vergata e vera “mente” del progetto “Rosso Arte”, un accordo tra Policlinico di Tor Vergata e Musei Vaticani per incentivare la donazione di sangue. In questo “Anno della Misericordia”, quanti si recheranno al Policlinico per donare il sangue riceveranno un ingresso quasi gratuito (4 euro) ai Musei Vaticani, e senza fare fila. La collaborazione con i Musei Vaticani viene da lontano e ha già permesso di realizzare iniziative significative, che hanno coinvolto i pazienti del Policlinico. “Il sangue dà la vita, il sangue preserva e custodisce la vita e l’arte scalda il cuore e rende felici. Quindi questa alleanza tra queste due cose così importanti è bellissima” è il commento del direttore dei Musei, professor Antonio Paolucci.

Don Massimo cammina nei corridoi del Policlinico indossando il camice bianco dei medici: “Abbiamo individuato un’esigenza, di avere sempre più disponibilità di sangue, e poi abbiamo pensato al momento che stiamo vivendo, al Giubileo della Misericordia, in cui Papa Francesco ci invita ad essere estremamente concreti. Il cristiano per vivere la sua fede deve incarnarla in gesti concreti, e donare il sangue è a tutti gli effetti un’opera di misericordia, e un’opera di misericordia che salva la vita”. Il professor Gaspare Adorno, direttore del Centro trasfusionale del Policlinico di Tor Vergata, non nasconde che la mancanza di sangue è un problema cronico in Italia, ma soprattutto a Roma e nel Lazio. “Ne risentono soprattutto i grossi policlinici universitari, dove vengono svolte attività di alto livello che richiedono grossi quantitativi di sangue”. Tra l’altro il Policlinico Tor Vergata è una sorta di hub per i trapianti, quindi c’è bisogno di una grande quantità di sangue, con il rischio che in alcuni casi si sia costretti a rimandare degli interventi chirurgici, che non possono essere realizzati in assenza di scorte di sangue.

L’impegno per il donatore non è indifferente. La seduta dura almeno un’ora tra compilazione del questionario, colloquio con il medico, prelievo vero e proprio, e anche la colazione, da consumarsi obbligatoriamente in ospedale. Tutti passaggi indispensabili a garantire la salute del donatore stesso, l’idoneità del sangue e, quindi, la salute di chi lo riceverà. “Il donatore che cerchiamo di formare è il donatore volontario, periodico, consapevole” spiega il professor Gaspare Adorno. Ad esempio, la persona che non va a donare il sangue se è raffreddata o se è stato in una condizione di rischio (per esempio ha soggiornato in un posto in cui era endemica la malaria). Ancora: il donatore che, dopo aver donato, ci chiama per avvertirci che gli è venuto un febbrone e che quindi ha sviluppato una infezione di cui non era al corrente. “In questo senso bisogna parlare di cultura della donazione, cioè sapere che è un dono che noi facciamo di noi stessi ma è un dono di cui noi abbiamo la responsabilità”.

Non resta, dunque, che cogliere l’occasione per cominciare a donare e ancora per qualche mese “regalarsi” una immersione nei Musei Vaticani. “L’idea di ringraziare il donatore, dare come segno di ringraziamento e della nostra stima nei suoi confronti, un invito ai Musei Vaticani ci sembra qualcosa di importante e significativo: si tratta di un luogo che racchiude le opere più importanti dell’umanità. È un messaggio di cultura, un messaggio di riflessione, di comprensione, qualcosa particolarmente importante in questo periodo” conclude il professor Adorno.

Fonte e Articolo completo su www.aleteia.org

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