Niente Barriere sara'in manutenzione per qualche giorno, ci scusiamo per eventuali disagi.

29 novembre 2011

La disabilità fa paura a metà degli italiani

INDAGINE CENSIS. Sono più di 4 milioni le persone disabili, che scontano ancora pregiudizi e discriminazioni. Ruolo centrale della famiglia e istituzioni quasi sempre "invisibili".

MILANO - Una persona su due ha paura di trovarsi un giorno a vivere la disabilità in prima persona o a doverla sperimentare in famiglia. Il 34,6% degli italiani teme di poter offendere involontariamente o ferire la persona disabile con parole e comportamenti inopportuni. C’è poi chi prova indifferenza: il 14,2% della popolazione non si sente toccato minimamente dal problema, forse perché rimuove un mondo che non vuole conoscere. Tra discriminazioni e pregiudizi duri a morire, la disabilità suscita ancora paura, disagio e imbarazzo, secondo una ricerca del Censis realizzata su un campione di 1.500 persone, rappresentativo della popolazione italiana, nell’ambito del progetto pluriennale "Centralità della persona e della famiglia nei sistemi sanitari: realtà o obiettivo da raggiungere?" promosso dalla Fondazione Cesare Serono.

ACCETTATI SOLO A PAROLE - La maggior parte degli italiani prova comunque solidarietà (91,3%) e ammirazione per la forza di volontà e la determinazione che una persona disabile comunica (85,9%). Ma con sentimenti che oscillano tra la partecipazione umana e la paura, diventa difficile costruire una relazione con chi vive la disabilità. Secondo i dati del Censis, due terzi degli intervistati ritengono che siano accettate solo a parole soprattutto le persone con disabilità mentale; nei fatti, invece, vengono spesso emarginate e discriminate. Ma c’è una disabilità che si vede e una invisibile. Circa il 63% degli italiani ha una immagine della disabilità esclusivamente in termini di limitazione del movimento. Spiega una delle curatrici della ricerca, Ketty Vaccaro: «Si sovrastima la disabilità motoria, ma si sottovaluta la disabilità legata all’età e alla non autosufficienza». Di fronte a una persona giovane o adulta, apparentemente senza malformazioni o mutilazioni, costretta in sedia a rotelle o che ha bisogno di bastoni e stampelle per camminare, il 68,7% degli intervistati pensa che abbia avuto un incidente. Solo 1 italiano su 10 riconduce la disabilità a una probabile malattia neurologica, come la sclerosi multipla, l’ictus o la malattia di Parkinson.

LUOGHI COMUNI - Ma quanto è diffusa tra gli italiani la corretta conoscenza di alcune specifiche forme di disabilità? L’82,9% del campione afferma di conoscere la sindrome di Down, ma per 2 italiani su 3 le persone che ne soffrono si assomigliano tutte tra loro, sia esteticamente che come carattere. La malattia di Parkinson è conosciuta dal 66,5% degli intervistati, ma quasi 2 persone su 3 la confondono con la malattia di Alzheimer, perché convinti che i primi sintomi del Parkinson siano le perdite di memoria e il disorientamento nel tempo e nello spazio. La sclerosi multipla, poi, è conosciuta da quasi il 65% degli italiani: di questi, circa 2 su 3 hanno l’errata convinzione che coloro che ne soffrono abbiano un’aspettativa di vita molto inferiore alla media, mentre il 60,7% pensa che con la sclerosi multipla non sia possibile vivere una vita normale. Meno conosciuto è l’autismo (noto solo al 59,9% del campione). Anche se la stragrande maggioranza (93%) sa che causa una serie di disturbi e difficoltà del movimento, è duro a morire il luogo comune sulla presunta genialità degli autistici nella matematica, nella musica o nell’arte (lo pensano 3 italiani su 4).

QUANTI SONO I DISABILI - Secondo il Censis sono 4,1 milioni le persone disabili che vivono in Italia, pari al 6,7% della popolazione. Secondo i calcoli dell’Istat sono invece 2,6 milioni. Ma come mai questa differenza di "numeri"? Prova a spiegarlo Vaccaro: «Nella nostra indagine la disabilità è frutto di una valutazione soggettiva: abbiamo chiesto agli intervistati di quantificare la presenza di una persona disabile dentro casa. Per questo, riteniamo che si tratti di una stima accettabile che dà l’idea di quanto sia importante il peso e il coinvolgimento della famiglia».

FAMIGLIE SOLE - Nel nostro Paese c’è un esercito di mamme, zii, nipoti che «si donano e si sacrificano», secondo Giuseppe De Rita, presidente del Censis. Che aggiunge: «La disabilità è ancora vista come un intralcio perché non permette di dare prestazioni in una società in cui domina la cultura del "fare". Ed è allora la famiglia che si occupa dell’anziano non autosufficiente o del ragazzo down». Le istituzioni, invece, sono spesso ancora "invisibili", anche perché, sottolinea De Rita: «Esiste un rapporto distorto tra la domanda, prevalentemente socio-sanitaria, e l’offerta da parte delle istituzioni, che rimane soprattutto sanitaria, in termini di farmaci, esami, ospedalizzazione». E «a volte rimane ancora difficile accedere al servizio sanitario nazionale, nonostante le diverse performance delle realtà regionali - ammette il sottosegretario alla Salute, Francesca Martini -. Quanti medici hanno uno studio accessibile? Quanti ginecologi hanno un lettino elettrico per poter visitare una donna con disabilità motoria?». Di fronte all’aumento delle persone disabili, «una grande sfida» ci attende. «La qualità della vita di chi vive anche una grave disabilità - conclude Martini - non può prescindere dalla presenza di un progetto individualizzato per la persona e per la famiglia».

Maria Giovanna Faiella

La versione integrale di questo articolo è presente sul sito http://www.corriere.it/

28 novembre 2011

Cinzia Chiarini sfila con modelle in carrozzina e non

PONTEDERA – La moda proposta da “Modelle & Rotelle” è quella che unisce e favorisce l’integrazione. Cinzia Chiarini, 49 anni, di Pontedera, partecipa alla prima sfilata evento riservata a indossatrici disabili, che sfileranno in carrozzina, e non.

«Sono orgogliosa di partecipare a questo evento – spiega Cinzia, costretta da anni su una sedia a rotelle dopo un incidente stradale e fortemente impegnata per abbattere le barriere della diversità – è la prima volta che viene organizzata una sfilata “mista” con modelle che non sfilano in carrozzina. Penso che sarà utile per favorire l’integrazione». La vera bellezza non ha limiti, spiegano gli organizzatori dell’evento. Che aggiungono: le convenzioni esistono per essere superate. Con questo spirito Vertical – Fondazione italiana per la cura della paralisi (onlus) con il patrocinio di Roma Capitale – Municipio IV ed il sostegno di Reha Group e Pikkio accessori di moda ha organizzato la sfilata “Modelle & Rotelle”. L’appuntamento è previsto per il 10 dicembre nella cornice del Crystal un locale della capitale. Dalle 19.30 saranno presentate alcune collezioni inedite di stilisti che hanno deciso di aderire all’iniziativa benefica. Scopo della sfilata, oltre alla promozione delle attività di Vertical, è lanciare un messaggio: il vero handicap è nella testa, la volontà può tutto. Una donna sulla sedia a rotelle deve dedicarsi a sé stessa, coltivando la sua femminilità. Basta volerlo. Una giuria composta da giornalisti, professionisti del settore e vip sceglierà, tra le modelle, la prima “Miss Vertical 2012″, colei che rappresenterà la Fondazione nelle varie occasioni istituzionali. Cinzia Chiarini, protagonista di più calendari ideati per fare conoscere il tema del disagio e come superarlo, è tra i fondatori dell’associazione “Il mondo di Oz”.

La versione integrale di questo articolo è disponibile sul sito: http://iltirreno.gelocal.it/

Tumori al seno curati in 10 minuti

I medici hanno messo a punto un nuovo trattamento che uccide le cellule cancerose al seno “cuocendole” e funziona in pochi minuti.
La procedura utilizza una corrente elettrica mirata per riscaldare i tumori a 70-90C (160-190F).
Gli studi dimostrano che questo metodo uccide le cellule tumorali in dieci minuti – la donna può allora tornare a casa o al lavoro poco dopo.
Il trattamento, noto come preferenziale ablazione a radiofrequenza e realizzato in anestesia locale, è stato sperimentato dai medici del Karolinska Institute in Svezia.
Il Dr Karin Leifland, radiologo che sovrintende la ricerca, dice che la tecnologia potrebbe diventare un’alternativa alla chirurgia per le donne con un tumore mammario al primo stadio.
Trattamenti simili con ablazione a radiofrequenza vengono già utilizzati per il trattamento di tumori ai reni, fegato e ossa.
“E’ come bollire un uovo”, spiega il dottor Leifland.
“Il tumore è scaldato a tal punto che le cellule tumorali muoiono, lasciando illeso il tessuto circostante.”
“Il trattamento è adatto soprattutto per le donne con tumori che sono più piccoli di 2 cm in un un’unica massa.
“Non vi è alcun dolore o cicatrice dopo il trattamento, le donne possono lasciare l’ospedale e tornare a casa o al lavoro.”
I medici usano gli ultrasuoni per guidare un sottile, aghiformi elettrodo all’interno del tumore al seno.
Una corrente elettrica viene fatta passare nell’elettrodo per riscaldare il tumore fino a 90C ed ucciderlo lasciando il tessuto circostante sano e salvo.
In seguito, il tessuto morto è rimasto all’interno del corpo e si trasforma in una cicatrice innocua. E’ necessario un solo trattamento.
Le donne sono controllate usando la risonanza magnetica, la mammografia ed l’ecografia, dopo uno, sei e dodici mesi e poi ogni anno, per assicurarsi che il tumore sia morto e si sia diffuso.
Se vengono richiesti ulteriori trattamenti come la chemioterapia, questa si svolge in modo normale dopo questa procedura.
Finora i pazienti sono stati seguiti per un massimo di due anni e nessuno ha avuto una recidiva della malattia.
Più di 80 pazienti sono stati sottoposti a questa tecnica nell’ambito di tre studi che mostrano che la terapia è efficace.
Il Dr Leifland dice che la tecnologia potrebbe essere particolarmente utile per le donne con crescita lenta di tumori al seno che non possono sottoporsi ad intervento chirurgico perché sono anziane o hanno alla base una condizioni di salute come il diabete o problemi respiratori.
E’ anche molto meno costoso rispetto la rimozione chirurgica di un nodulo.
“Entro cinque anni questo potrebbe diventare un trattamento ordinario.
Questo trattamento non è costoso, anche se le scansioni di controllo (successive all’intervento) a cui sono sottoposte le donne – in particolare la risonanza magnetica necessaria per avere un dettaglio maggiore rispetto ad altri tipi di scansione – sono costose.
‘Tuttavia, è ancora una scelta più economica rispetto alla chirurgia come la donna non ha bisogno di rimanere in ospedale durante la notte o di essere sottoposta ad anestesia”.
Una preoccupazione possibile è che se il tumore nei tessuti circostanti non viene rimosso chirurgicamente dal corpo, le cellule tumorali potrebbero rimanere randage e potrebbero diffondersi.
Tuttavia i medici sperano che i risultati delle ricerche in corso mostrino che questo non succeda.
Commentando la ricerca, Martin Ledwick (Cancer Research UK’s Head Information Nurse) dice: “E’ bello vedere che la ricerca simuove a ricercare alternative alla chirurgia per le donne con un cancro al seno”.
“Questo studio è ancora limitato ed in una fase iniziale, quindi è difficile dire se cambierà la maniera di trattare in futuro il cancro al seno”.

Traduzione e Foto CNJ

La versione integrale di questo articolo è presente sul sito http://codenamejumper.wordpress.com/

FONTE

27 novembre 2011

Creduloni! La tassa sugli animali è una bufala!

(foto Facebook)

In questi giorni su Internet, e su Facebook in particolare, è esplosa una furibonda polemica che ha visto per protagonisti il Governo Monti e i nostri migliori amici:  il Governo Monti vuole imporre una nuova tassa sugli animali domestici!!! Ecco un esempio:
"Circola voce che il governo Monti stia pensando ad una legge sugli animali domestici che saranno inseriti nel redditometro. Sembra che ogni famiglia dovrà pagare una tassa su ogni animale domestico definito come "bene di lusso" e non come "bene affettivo" (...) Pensiamo ai tanti anziani che, rimasti soli, beneficiano della compagnia di un cane o di un gatto. Invito tutti gli amici a fare passaparola: DICIAMO NO AD UNA TASSA SUGLI ANIMALI!"
Quello che vedete è uno dei tanti messaggi che circolano in molte bacheche del famoso Social Network Facebook. Il falso allarme ha per protagonista una nuova tassa che Monti e il suo Governo starebbero per varare, considerando "beni di lusso" possedere in casa degli animali.
Della faccenda se ne è anche occupato il famoso sito anti bufala di Paolo Attivissimo "Il Disinformatico", che in un suo post ha spiegato che non è in discussione nessuna "legge sugli animali domestici".
Dunque state tranquilli e fate girare questo post e, mi raccomando, prima di pubblicare messaggi bufala abbiate la compiacenza di controllare la notizia. Avete uno strumento eccezionale ... si chiama Google ... usatelo!!

26 novembre 2011

Aiutiamo Messina, ecco come fare

(FOTO LA7.IT)

Con notevole ritardo, a qualche giorno dal disastro, per fortuna il TGLA7 di Enrico Mentana e il Corriere della Sera hanno attivato un numero verde per raccogliere fondi che andranno in favore delle popolazioni della provincia di Messina colpite dall'alluvione.
Si potrà donare 1 euro inviando un SMS al 45590 (fino al 28 dicembre), oppure 2 euro chiamando lo stesso numero da rete fissa.

IL 26 NOVEMBRE IN PIAZZA PER L’ACQUA. I BENI COMUNI E LA DEMOCRAZIA




PER IL RISPETTO DELL'ESITO REFERENDARIO, PER UN'USCITA ALTERNATIVA DALLA CRISI 

Roma, ore 14.00 - Piazza della Repubblica


Il 12 e 13 giugno scorsi la maggioranza assoluta del popolo italiano ha votato per l'uscita dell'acqua dalle logiche di mercato, per la sua affermazione come bene comune e diritto umano universale e per una gestione pubblica e partecipativa del servizio idrico.
Un voto netto e chiaro, con il quale 27 milioni di donne e uomini, per la prima volta dopo decenni, hanno ripreso fiducia nella partecipazione attiva alla vita politica del nostro paese e hanno indicato un'inversione di rotta rispetto all'idea del mercato come unico regolatore sociale.
Ad oggi nulla di quanto deciso ha trovato alcuna attuazione: la legge d’iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell’acqua continua a giacere nei cassetti delle commissioni parlamentari, gli enti locali - ad eccezione del Comune di Napoli - proseguono la gestione dei servizi idrici attraverso S.p.A. e nessun gestore ha tolto i profitti dalla tariffa.
Non solo. Con l’alibi della crisi e dei diktat della Banca Centrale Europea, il Governo ha rilanciato, attraverso l’art. 4 della manovra estiva, una nuova stagione di privatizzazioni dei servizi pubblici locali, addirittura riproponendo il famigerato”Decreto Ronchi” abrogato dal referendum.
Governo e Confindustria, poteri finanziari e lobbies territoriali, resisi conto che il popolo ha votato contro di loro, hanno semplicemente deciso di abolire il popolo, producendo una nuova e gigantesca espropriazione di democrazia.
IL RISULTATO REFERENDARIO DEVE ESSERE RISPETTATO
E TROVARE IMMEDIATA APPLICAZIONE
Per questo, il movimento per l’acqua si prepara a lanciare la campagna nazionale “Obbedienza civile”,ovvero una campagna che, obbedendo al mandato del popolo italiano, produrrà in tutti i territori e con tutti i cittadini percorsi auto organizzati e collettivi di riduzione delle tariffe dell’acqua, secondo quanto stabilito dal voto referendario.
Quello che avviene per l’acqua è solo il paradigma di uno scenario più ampio dentro il quale si colloca la crisi globale. Un sistema insostenibile è giunto al capolinea. I poteri forti invece di prenderne atto invertendo la rotta, ne hanno deciso la prosecuzione, attraverso la continua restrizione del ruolo del pubblico a colpi di necessità imposte dalla riduzione del debito e dai patti di stabilità, la consegna dei beni comuni al mercato, tra cui la conoscenza e la cultura, lo smantellamento dei diritti del lavoro anche attraverso l'art. 8 della manovra estiva, la precarizzazione dell’intera società e la conseguente riduzione degli spazi di democrazia.
Indietro non si torna. Dalla crisi non si esce se non cambiando sistema, per vedere garantiti: il benessere sociale, la tutela dei beni comuni e dell’ambiente, la fine della precarietà del lavoro e della vita delle persone, un futuro dignitoso e cooperativo per le nuove generazioni.
Un altro modello di società è necessario per l’intero pianeta. Insieme proveremo a costruirlo anche nei prossimi appuntamenti internazionali, come la conferenza sui cambiamenti climatici di Durban di fine novembre e a Marsiglia nel Forum Alternativo Mondiale dell'acqua a Marzo 2012.
Siamo vicini ai popoli che subiscono violenze, ingiustizie e vengono privati del diritto all’acqua come in Palestina, di cui ricorre il 29 novembre la Giornata internazionale di solidarietà proclamata dall’Assemblea della Nazioni Unite.
Per tutti questi motivi il popolo dell’acqua tornerà in piazza il prossimo 26 novembre e invita tutte e tutti a costruire una grande e partecipata manifestazione nazionale.
Vogliamo che sia il luogo di tutte e di tutti, da qui l’invito a costruirlo insieme, come sempre è stata l’esperienza del movimento per l’acqua. Un movimento che ha sempre praticato la radicalità nei contenuti e la massima inclusione, con modalità condivise, allegre, pacifiche e determinate nelle forme di mobilitazione, considerando le une inseparabili dalle altre.
Per questo, nel prepararci a costruire l’appuntamento con la massima inclusione possibile, altrettanto francamente dichiariamo indesiderabile la presenza di chi non intenda rispettare il modo di esprimersi di questa ricchissima esperienza.
Vogliamo costruire una giornata in cui siano le donne e gli uomini di questo paese a riprendersi la piazza e la democrazia, invitando ad essere presenti tutte e tutti quelli che condividono questi contenuti e le nostre forme di mobilitazione, portando le energie migliori di una società in movimento, che, tra la Borsa e la Vita, ha scelto la Vita.
E un futuro diverso per tutte e tutti.

Piano B della Germania: stampare marchi in svizzera. Bufala o realtà?

Secondo quanto riportano alcuni giornali, anche ticinesi, sembrerebbe che la Germania è tornata a stampare marchi, in Ticino. Una notizia clamorosa, quella riportata quest’oggi da Il Caffè (quotidiano svizzero), che però non ha cavato un ragno da un buco.
Tre sono le fonti citate dal domenicale locarnese, tre articoli apparsi rispettivamente sul Daily Express, sul Washington Times e infine su Milano Finanza. Ed è proprio quest’ultimo che avrebbe scoperto che la tipografia che starebbe stampando i marchi si troverebbe in Ticino. Un’azienda che già stampa anche rubli russi e dong vietnamiti.
Un vero giallo, perché secondo le approfondite ricerche del Caffè nell’intera Svizzera vi sarebbe una sola tipografia in grado di produrre banconote, la Orell Füssli di Zurigo, che stampa i franchi svizzeri.
Evidentemente non è facile scoprire – se davvero esiste – questa tipografia. In primo luogo perché i Paesi che aderiscono all’euro non possono farlo, stando ai trattati. Ma soprattutto perché se la notizia fosse vera i mercati finanziari sarebbero colti da un’ondata di panico senza precedenti.
A questo punto o è una bufala, o la Germania si appresta ad un piano B con immediato switch off, nel caso non andasse a buon fine il tentativo di unificazione fiscale.
Forse la prima è ipotesi più verosimile ma il fatto che autorevoli giornali ne abbiano riportato la notizia ci fa dubitare che abbiano verificato la fonte?

Fonte http://4eco21.blogspot.com/


Fonte Video: GastoneFortunone

25 novembre 2011

Vignette di Vauro - Servizio Pubblico - Quarta Puntata


Fonte Video: GeorgeOrwell03

Il maltempo in Sicilia, la Sicilia devastata da Marchionne, Monti la Merkel e Sarkosy, Monti e la politica Italiana, Monti e i poteri forti, Monti e l'opposizione, Mani Pulite e l'UDC di Pierferdinando Casini, Napolitano e i figli degli immigrati, Alfano e i minori, il Natale e Monti, l'ICI e il Vaticano e il dopo Berlusconi

Quale vi è piaciuta di più?

FIAT, dopo 41 anni via dalla Sicilia. Il grido di un operaio: "Che Marchionne provi il nostro dolore!"

(foto di palermo.blogsicilia.it)

Dopo 41 anni di storia la FIAT si appresta ad abbandonare la Sicilia: così un pezzo della grande Casa torinese lascia un pezzo d’Italia. I partiti, la politica, i media sono su tutt’altre faccende affaccendati.

Oggi è stato l’ultimo giorno di piena produzione, da domani e fino al 31 dicembre i lavoratori saranno messi in cassa integrazione. All’Assemblea davanti ai cancelli della fabbrica il segretario generale della Fiom Cgil, Maurizio Landini ha rilanciato la lotta.

«L’accordo per la riconversione dello stabilimento di Termini non è stato ad oggi firmato perché la Fiat non l’ha permesso. Per questo l’assemblea di oggi unitariamente ha stabilito che dalle 22 di stasera abbia inizio un presidio permanente che non consenta di fare uscire le auto dallo stabilimento, fino a quando non ci sarà un accordo».

«È importante che la Fiat si assuma fino in fondo le proprie responsabilità e favorisca la possibilità di una soluzione della vertenza», ha sottolineato Landini.

Dal palco il grido di Ciccio Conte, operaio della Lear, indotto Fiat, strappando gli applausi dei metalmeccanici. «Mi auguro che domani o comunque presto Marchionne provi il dolore nel cuore che gli operai stanno vivendo oggi, ultimo giorno di produzione alla Fiat di Termini Imerese». E il Governo?

La versione integrale di questo articolo è presente sul sito http://www.polisblog.it/

Agricoltura: rete fattorie sociali da lavoro a 3mila disabili


AGRICOLTURA: 'RETE FATTORIE SOCIALI' DA' LAVORO A 3MILA DISABILI

(AGI) - Roma, 24 nov. - Dalla "rete delle fattorie sociali" lavoro in agricoltura per 3000 disabili. L'iniziativa e' partita sei anni fa grazie ad Alfonso Pascale, oggi presidente uscente della 'rete', con l'obiettivo, appunto, di mettere "in rete" agricoltori, operatori sociali, associazioni, famiglie e anche cittadini singoli, per favorire l'inserimento dei disabili all'interno delle aziende agricole. Offre assistenza, attraverso l'iscrizione al sito www.fattoriesociali.com, alle imprese che vogliono dedicarsi a questo tipo di attivita' e fornisce tutte le indicazioni utili per accreditarsi presso gli enti locali preposti, a seconda dei servizi sociali che si intendono fornire. Oggi la Rete e' una realta' concreta, fatta di oltre 2000 aziende agricole che affiancano alla propria attivita' principale, quella produttiva, progetti a sfondo sociale, che creano occupazione per categorie svantaggiate (persone diversamente abili, ex detenuti, ragazzi delle sezioni carcerarie minorili, ex tossicodipendenti) ed offrono servizi (ippoterapia, riabilitazione) alle categorie piu' deboli, come gli anziani. In Italia sono inseriti lavorativamente oltre 3000 disabili nelle fattorie sociali e 4000 persone usufruiscono dei servizi di assistenza. Le categorie svantaggiate, infatti, possono trarre grandi benefici sul piano fisico e intellettivo dal contatto con la natura e dal coinvolgimento attivo nei lavori tipici di un'azienda agricola e queste esperienze possono concorrere concretamente anche all'integrazione sociale di un individuo. Lontana da ogni forma di assistenzialismo, l'agricoltura sociale conserva la propria natura imprenditoriale, riproducendo in questo settore quel modello di economia solidale che mira a coniugare il profitto dell'azienda con il bene della collettivita', in particolare delle fasce piu' deboli. Nelle fattorie sociali queste persone sono regolarmente assunte e retribuite, con contratti di diversa tipologia, dopo aver effettuato un percorso di formazione agricola, accompagnato dal lavoro di un'equipe educativa, che aiuti i ragazzi ad acquisire le caratteristiche proprie di un lavoratore: autonomia, responsabilita', rispetto degli orari e ad individuare il tipo di attivita' piu' adatta ad ognuno di essi. Il nuovo presidente della Rete delle Fattorie Sociali si chiama Marco Berardo Di Stefano ed e' titolare della Fattoria Biosolidale del Circeo, ed e' socio della Confagricoltura. Di Stefano, 37 anni, appartiene ad una famiglia di imprenditori agricoli che da generazioni fa parte della Confagricoltura. Si e' avvicinato a questo mondo nel 2004, convertendo l'azienda in una Fattoria sociale, che oggi e' una cooperativa di formazione e lavoro, che occupa 19 persone disabili. Quattro di queste hanno un rapporto di lavoro continuativo e sono soci della cooperativa. L'azienda, 175 ettari in provincia di Latina, produce ortaggi e frutta, alleva vacche da latte e bufale, offre ospitalita' agrituristica. I ragazzi disabili lavorano nell'attivita' agricola, ma anche in quella di commercializzazione. Tutti i prodotti dell'azienda vengono confezionati e venduti alla grande distribuzione (Pam e Coop) e a gruppi di acquisto solidale (GAS). Non solo frutta e ortaggi, ma anche latticini, che vengono trasformati da un vicino caseificio, riconoscibili sul mercato grazie al marchio aziendale, che e' l'unico di agricoltura sociale registrato in Italia. Nel programma del nuovo presidente emerge l'esigenza di "far stare la Rete delle Fattorie Sociali al passo con i tempi che cambiano con una velocita' senza eguali nella storia del nostro settore e di farla diventare un punto di riferimento concreto per tutti quegli imprenditori agricoli che hanno intrapreso la via dell'agricoltura sociale e per tutti quelli che decideranno di intraprenderla. Tra i suoi compiti sara' fondamentale quello di fornire gli strumenti per raggiungere la sostenibilita' e la crescita economica delle aziende".

18:12 24 NOV 2011

www.agi.it

23 novembre 2011

Intervento Shock di Monti (VIDEO) - Aggiornato

(Questo post è stato modificato dopo la sua prima stesura)

Aggiornamento 24 Novembre 2011 - Com'era prevedibile ha fatto scalpore il video che ieri abbiamo pubblicato su Mario Monti. Da più parti abbiamo ricevuto critiche, colpevoli di aver dato spazio ad un video fake: un video "manipolato" da persone che lo hanno messo in Rete (l'utente youtube romaunita), nel tentativo di screditare il Presidente del Consiglio Italiano. 
Ebbene, siamo d'accordo sul fatto che quel video è stato montato ad hoc, lo noterebbe anche un profano dell'informatica. Però secondo noi pubblicare quel video è stato necessario.
In primis perchè mette in risalto l'unico motivo per cui si è sviluppata questa crisi in Europa, che ricordiamo, investe soprattutto l'Italia, e pesantemente da qualche anno. 
Inoltre quell'intervista era recente; e cosa ben più importante, alla fine il pensiero di Mario Monti non è stato manipolato! Abbiamo pubblicato quel video per informare più persone possibili sui motivi reali di questa crisi. La gente deve sapere!! Deve sapere che la crisi economica è nata soltanto grazie ai virus diffusi nei mercati dai burocrati della Comunità Europa, dunque dall'Europa (non è davvero un caso che si sia scelto di far traghettare l'Italia in questo delicatissimo periodo da un Europeista convinto come Mario Monti).
Sorridiamo quando sentiamo dalla tv o leggiamo sui giornali, che la crisi è da imputare solamente al nostro immenso debito pubblico, o al gioco sporco degli speculatori della finanza.
La verità è che siamo all'inizio di un progetto che colpirà tutte le nazioni che fanno parte dell'Unione Europea (Francia e Germania stanno incominciando a sentire già i primi spifferi di una bufera che colpirà anche loro).
Quanto durerà questa crisi? Probabilmente durerà fino a quando non si attueranno alcune riforme che come ha detto Monti, porteranno un certo giovamento all'Europa. Gli obiettivi sono ambiziosi e più volte dichiarati anche dallo stesso Monti: un Europa che abbia un'unica politica economica, finanziaria, sociale e militare. Tanto da poter guardare alla pari, aggiungo io, un gigante come gli Stati Uniti d'America.
Quindi in conclusione, qualcuno ha deciso che un'unica moneta europa ora non basta più, serve dell'altro ... 
Sottolineiamo che l''Italia, anche per l'incapacità perenne della sua classe politica nel fare delle riforme, sarà la più colpita da questo progetto. 


---

23 Novembre 2011 - In queste ultime settimane si fa un gran parlare della crisi economica e dello spread che continua a salire a livelli vertiginosi. Ebbene, noi stasera vogliamo farvi vedere un video dove il nuovo Presidente del Consiglio Italiano, Mario Monti, spiega al meglio il perché di questa crisi. Vi consigliamo di non perdere neanche una battuta.

Fonte video: romaunita


Ecco cosa ha detto Mario Monti:

  • Anche l'Europa, non dobbiamo sorprenderci che anche l'Europa abbia bisogno di crisi... e di gravi crisi per fare passi in avanti. I passi avanti dell'Europa sono per definizione cessioni di parti di sovranità nazionali a un livello comunitario.
  • E' chiaro che il potere politico, ma anche il senso di appartenenza dei cittadini ad una collettività nazionale, possono essere pronti a queste cessioni, solo quando il costo politico e psicologico del non farle, diventa superiore al costo del farle, perchè c'è una crisi in atto visibile e conclamata.
  • Abbiamo bisogno delle crisi, come il G20, come gli altri consessi internazionali per fare passi avanti.
  • Ma quando una crisi sparisce rimane un sedimento, perchè si sono messe in opera istituzioni, leggi etc per cui non è pienamente reversibile. 

Grazie infinite Professor Monti! E' stato eccezionale! Peccato che quanto da lei riportato, non avrà le prime pagine dei giornali e i titoli dei telegiornali. Non voglia mai che la gente capisca finalmente cosa sta succedendo e ... s'incazzi sul serio con questa classe politica (europea e non solo italiana) che sta portando lentamente e progressivamente, intere generazioni alla rovina... e per che cosa? Per fare un Europa più forte? Mavaf .....!!!

“Beffe, dinieghi e umiliazioni per chi ha diritti autentici”



ROMA – «Noi siamo i primi a combattere i falsi invalidi. Siamo la vera parte lesa in questa squallida vicenda, prima ancora dell’Inps». Ha un diavolo per capello Giovanni Pagano, presidente dell’Associazione dei mutilati e invalidi civili (Anmic) e della Fand, la Federdisabili. Non è una partita semplice quella che le associazioni hanno intavolato con l’Istituto di previdenza e vengono a galla spigolosità e mortificazioni.«Con l’Inps — spiega Pagano — è difficile il dialogo, perché purtroppo non c’è unità di pensiero. Ognuno va per conto suo. Abbiamo chiesto l’elenco delle 21mila persone escluse dal trattamento economico e di conoscere i motivi che hanno portato a questa esclusione, ma non abbiamo ottenuto risposta».

Rischiate di essere bastonati due volte in questa storia…«Forse anche tre, perché un’altra cosa che non possiamo accettare è questo meccanismo umilante delle verifiche annuali. È difficile che a un amputato possa ricrescere l’arto, che un paraplegico possa riprendere a camminare. Quello che ci manca e che ci negano sono i numeri: ci sono gli esclusi, bene, fateci vedere chi sono, perché se a una persona che aveva il 100% di invalidità e ora la percentuale è stata portata al 73%, non avrà più il trattamento economico, d’accordo, ma non si può parlare di falso invalido. Se andiamo a vedere le statistiche della magistratura a cui si è rivolto chi ha ritenuto di avere subito un torto, allora ci accorgiamo che il tribunale, nel 70% dei casi, ripristina il trattamento economico e dà torto all’Inps. Ecco perché tutti questi dati devono uscire dai cassetti».

Però è innegabile che il problema dei falsi invalidi esista, non crede? «Provocatoriamente dico che è un falso problema. In occasioni ufficiali al ministero del Lavoro, alle presenza dell’Inps, ho chiesto di quantificare i risparmi nel biennio 2010-2011, frutto della caccia al falso invalido. Nonostante io rappresenti 5 milioni di persone, non sono riuscito ad avere nemmeno quel dato. E altri incontri non ci sono stati concessi».

Non crede che soprattutto al Sud l’invalidità sia stata usata come welfare parallelo?«Se è accaduto, è stato col placet di chi determinava le percentuali di invalidità, parlo di medici di enti pubblici. Non si pensi, in ogni caso, che la gente si arricchisca con queste pensioni: parliamo di 8 euro e mezzo al giorno».

di Lorenzo Sani

La versione integrale di questo articolo è presente sul sito http://qn.quotidiano.net/

22 novembre 2011

L'incredibile caso delle 'cellule immortali' di Henrietta Lacks


Il nome di Henrietta Lacks e' sconosciuto ai piu', eppure questa signora vissuta in Virginia e morta 60 anni fa ad appena 31 anni ha contribuito a piu' di 60 mila pubblicazioni scientifiche, cinque premi Nobel e ancora oggi partecipa a molte ricerche, soprattutto sul cancro.

A rendere immortale Henrietta sono state le cellule del tumore che l'ha uccisa, le prime che sia stato possibile far crescere e riprodurre in laboratorio e le cui 'figlie' ancora oggi sono usate.

La storia delle cellule di Henrietta Lacks inizia nell'aprile del 1951 a Baltimora, al Johns Hopkins Hospital che ha in cura Henrietta Lacks, una donna di colore discendente di schiavi liberati, e nei cui laboratori viene prodotta la prima linea 'immortale' delle cellule che saranno poi vendute in tutto il mondo.

Grazie alla loro capacita' di essere infettate dai virus queste aiuteranno a mettere a punto nel 1952 il vaccino per la poliomelite, e sono alla base degli studi che hanno portato alla clonazione, alla genomica e a molte altre aree della medicina, compresi studi sull'Aids e sul Papillomavirus.

Oltre a non poter vedere i risultati straordinari delle sue cellule, Henrietta e la sua famiglia non hanno neanche potuto godere di una minima parte delle ricchezze accumulate dalla sua commercializzazione: le cellule sono state infatti prelevate senza il consenso della paziente, e nessuna partecipazione e' stata prevista neanche per i discendenti, una situazione ben riassunta dalle parole di Deborah, la minore delle figlie, raccolte dalla giornalista Rebecca Skloot nel libro 'La vita immortale di Henrietta Lacks' che ripercorre la storia delle cellule e che e' appena stato tradotto in Italia: ''Se le cellule di nostra madre hanno fatto tanto per la medicina, com'e' che la sua famiglia non puo' permettersi di vedere un dottore?''.

Oggi la stessa giornalista ha fondato la Henrietta Lacks Foundation per cercare di risarcire sia i familiari sia tutte le vittime inconsapevoli di esperimenti medici, e anche grazie al libro la figura di Henrietta sta affiancando nell'immaginario collettivo quella, ben piu' conosciuta, delle sue cellule:

''Queste cellule sono fondamentali non solo per la scienza, ma anche perche' hanno fatto iniziare il dibattito sul consenso informato - spiega Paolo Vezzoni dell'Istituto di tecnologie biomediche avanzate (Itba) del Cnr - io le ho usate in passato, e anche se ora ci sono moltissime linee cellulari diverse e piu' specifiche, si puo' dire che quella delle cellule HeLa ha aperto la strada a tutte le altre''.

Fonte Ansa

Articolo letto su http://mysterium.blogosfere.it/

Nuovi italiani, la discriminazione vissuta sulla propria pelle

Una ricerca Arci-Unar sulle seconde generazioni, ragazzi nati in Italia da genitori migranti, o arrivati qui da piccolissimi, eppure considerati sempre "stranieri". Da Milano a Messina, gli autobus e le questure i luoghi dove più si annida il razzismo. Un film per raccontarsi.


di VLADIMIRO POLCHI
Alcuni degli atleti protagonisti del libro di Mauro Valeri, "Black Italians" (Foto Repubblica.it)

ROMA  -  "A scuola mi chiamavano cinesina e mi dicevano 'plego plego' facendo l'inchino. Io stavo zitta e mi allontanavo. Erano maschi e mi dicevano 'riesci a vedere con quegli occhi?'. Spesso mi facevano i versi come se fossi analfabeta". Sheena oggi ha 24 anni, è originaria delle Filippine, ma vive a Messina. "Una ragazza quando ha capito che ero tunisino ha detto che per lei era un problema frequentarmi". Francesco, 26enne di Tunisi, vive e lavora a Milano. Sheena e Francesco sono due dei 440 ragazzi d'origine straniera, residenti tra Milano e Messina, che hanno raccontato la propria storia a "Spunti di vista", la ricerca, promossa dall'Arci con il supporto dell'Unar, sulle discriminazioni subite dai "nuovi italiani", giovani nati qui da genitori immigrati o arrivati da piccolissimi in Italia.

Messina peggio di Milano - Guardando ai ragazzi coinvolti nel progetto, si nota come a Messina cresca il numero delle Seconde generazioni. Nella città siciliana il 27,6% del campione ha dichiarato di essere nato in Italia, contro il 9,1% di Milano. Il dato incide anche sulle discriminazioni percepite. A Messina dichiarano di aver subito discriminazioni il 74% dei maschi e il 65% delle femmine. A Milano le due percentuali scendono rispettivamente al 60% e al 38%. C'è una spiegazione: "Il fatto che a Messina la percezione di essere vittime di discriminazione sia sensibilmente più avvertita che a Milano - scrivono i ricercatori - non deve sorprendere visto che nella città dello Stretto sono più numerosi, rispetto alla metropoli lombarda, i nati in Italia o emigrati nei primi anni di vita. I giovani di seconda generazione vivono più intensamente le discriminazioni rispetto ai primo-migranti, avendo delle aspettative più elevate nei confronti della società in cui vivono".

Bus, discoteche, questure: i luoghi della discriminazione - E così  -  mentre il nuovo governo Monti crea un ministero ad hoc per l'integrazione e ne affida la responsabilità al fondatore della Comunità di Sant'Egidio, Andrea Riccardi  - paiono moltiplicarsi nel Paese i luoghi delle discriminazioni. I mezzi pubblici innanzitutto: 48 intervistati a Messina e 47 a Milano hanno dichiarato di aver subito discriminazioni su autobus e metro. Poi i luoghi di svago (negozi, cinema, bar, locali notturni) indicati da 49 giovani a Messina e 16 a Milano. E poi la questura, un luogo dello Stato dove però molti ragazzi e ragazze (40 a Messina e 35 a Milano), fra quelli periodicamente costretti a rinnovare il permesso di soggiorno, hanno segnalato trattamenti discriminatori. E la polizia (20 e 31).

Non solo. Sempre stando alla ricerca Arci, luoghi di discriminazione sono anche la scuola, dove le seconde generazioni spesso subiscono i pregiudizi di insegnanti e compagni, e il posto di lavoro, dove gli "stranieri" dichiarano di ricevere stipendi più bassi dei colleghi italiani.

"Ora va meglio, mi sto schiarendo" - La ricerca Arci è ricca di testimonianze (con nomi di fantasia per garantire l'anonimato): "Ora va meglio nei locali, forse perché sto schiarendo", confida Karim, 18enne dello Sri Lanka, che vive a Messina. "I bambini italiani a volte dicono che noi stranieri puzziamo", lamenta Mustafà, 15 anni, "cinese di Messina". "L'autista del tram mi ha detto di andare dietro perché sentiva l'odore", ricorda Saul, 30 anni dello Sri Lanka, residente a Milano. "Non ho ancora trovato casa perché agli appuntamenti quando mi vedono nero non mi affittano", denuncia Akim, 25 anni, della Costa D'Avorio.

Il lungometraggio. Il progetto dell'Arci comprende anche un documentario con lo scopo dichiarato di "lasciare spazio alla creatività dei ragazzi d'origine straniera nel raccontare le diverse sfaccettature della discriminazione". Spazio, questo, che i ragazzi non hanno esitato a prendersi, realizzando invece del cortometraggio previsto un lungometraggio (Video-anteprima 1), dal titolo "LiberaTutti".

La versione integrale di questo articolo è presente sul sito http://www.repubblica.it/

21 novembre 2011

I bambini dimenticati. Cinque milioni senza cure


Presentato ieri a Roma da Save the children il rapporto Accesso vietato. L’allarme della Ong in occasione del rilancio della campagna “Every One” per dire basta alla mortalità infantile.
Una intera fase della vita, quella in cui si è più indifesi e vulnerabili dal punto di vista della salute, senza mai vedere un medico. Una sorte tremenda che colpisce nel mondo 350 milioni di bambini. Tanti sono quelli che nel corso dei loro primi cinque anni non verranno mai visitati da un operatore sanitario, sia esso dottore, infermiere oppure operatore di comunità. La denuncia circostanziata emerge dal rapporto Accesso vietato - Perché la grave carenza degli operatori sanitari ostacola il diritto alla salute dei bambini, presentato ieri a Roma da Save the children in occasione del rilancio della campagna “Every One” per dire basta alla mortalità infantile. Ogni anno, sottolinea l’Ong, quasi otto milioni di persone muoiono prima di compiere i cinque anni.

Le responsabilità di questo eccidio ricadono derivano soprattutto da complicazioni post parto (21 per cento), polmonite (18), malaria (16) o diarrea (15), a cui si aggiunge l’impatto della malnutrizione, concausa di un terzo dei decessi infantili, e delle emergenze umanitarie. Secondo Save the children, dove ci sono pochi operatori sanitari un bambino rischia cinque volte di più di perdere la vita prima di aver compiuto cinque anni. Non meno drammatico è il quadro del fenomeno in generale. «Un miliardo di persone non vedono un operatore sanitario nel corso della loro vita», denuncia il presidente, Claudio Tesauro. Per questo servirebbero 3,5 milioni di operatori in più di quelli attualmente impegnati sul campo, incluse 350 mila ostetriche.

Se solo ci fossero queste ultime, osserva il numero uno della Ong, «1,3 milioni di neonati potrebbero essere salvati». Per assicurare un’assistenza sanitaria di base, si stima che occorrano 23 operatori sanitari ogni 10mila persone, ma 61 paesi, di cui solo 41 in Africa, sono al di sotto di questa soglia. La maglia nera per numero di operatori e per l’impatto che questi hanno sull’assistenza ai bambini va al Ciad e alla Somalia. Brillano invece Svizzera, Finlandia, Irlanda e Norvegia. In Somalia ci sono 1,5 operatori ogni 10mila persone, in Norvegia 188 (uno ogni 53 abitanti). In Guinea, Somalia e Niger il rapporto è rispettivamente di un operatore ogni 7.143, 6.667 e 6.250 abitanti. Un quarto del peso delle malattie mondiali grava sull’Africa, ma sul continente, conclude Save the children, lavora solo il tre per cento dei dottori, delle infermiere e delle ostetriche del mondo.
Federico Tulli

La versione integrale di questo articolo è presente sul sito http://www.terranews.it/

Le sostanze più tossiche: se le conosci le eviti…

Una rivista statunitense ha stilato la TOP TEN delle sostanze tossiche  Fresh: Women’s Health Guide

PIOMBO - potente neurotossina che può causare danni al cervello, anche a  basse dosi.Si trova nell’impianto idrico delle vecchie abitazioni.FTALATI - prodotti chimici, usati per ammorbidire la plastica, che possono interferire con il sistema ormonale.Scegliete prodotti etichettati “senza ftalati” o “PVC-free”. Alcuni ospedali stanno passando a prodotti privi di ftalati, in particolare nelle unità di terapia intensiva neonatale. Evitate le bottiglie contrassegnate con il codice di riciclaggio #3.

TABACCO - il fumo può contenere fino a 4.000 sostanze chimiche, tra cui il cadmio, il piombo e la formaldeide.Non fumate e non permettere a nessuno di fumare vicino a voi.

ANTIPARASSITARI - veleni destinati a combattere le erbe infestanti, i funghi, i parassiti e gli insetti.Non usate insetticidi ne in casa ne sui vostri animali domestici. Togliete le scarpe quando entrate in casa per evitare di introdurre in casa pesticidi. Quando è possibile, comprare alimenti biologici.

MERCURIO - potente neurotossina.

Secondo l’Environmental Protection Agency, le donne incinta ed i bambini dovrebbero evitare di mangiare pesci ad alta concentrazione di mercurio come: tonno, pescespada, verdesca.

RADON - si trova in natura, è un gas radioattivo che è la seconda causa di cancro ai polmoni (dopo il tabacco.)

È possibile far misurare il radon nella propria abitazione ed eventualmente bonificarla; comunque, nel dubbio, è sempre meglio arieggiare la casa.

CADMIO - metallo pesante che causa il cancro, danni ai reni e danni alle ossa.Controllate le etichette dei prodotti, prima di acquistarli.

ARSENICO - conservante del legno (bandito negli USA nel 2004) si può trovare nelle costruzioni, nonché nelle recinzioni e nei ponti.Togliete le scarpe quando entrate in casa e lavate spesso le mani.

COMPOSTI ORGANICI VOLATILI (VOC) - vapori chimici prodotti da vernici, solventi e prodotti di pulizia: sono legati a problemi di salute come l’asma.Aprite le finestre, almeno una volta al giorno. Scegliete le vernici a basso contenuto di VOC. Ridurre l’utilizzo di prodotti chimici per la pulizia della casa, usate prodotti per la pulizia come l’aceto e il bicarbonato.

BISFENOLO A -è un estrogeno artificiale che si trova nella plastica, nel rivestimento bianco delle lattine e negli scontrini a caldo. È stato associato, negli studi su animali, alle anomalie genitali congenite e al cancro al seno.Scegliete prodotti senza BPA. Utilizzate latte in polvere e scegliete prodotti freschi o legumi secchi, piuttosto che quelli in scatola.


Fonti:
MCS America
GREEN HOUSE
Articolo e immagini di http://ilfattaccio.org/

20 novembre 2011

Immunologo di fama mondiale condanna i vaccini contro l’influenza

Chi ha fatto almeno 5 vaccini anti-influenzali tra il 1970 e il 1980 è 10 volte più esposto al morbo di Alzheimer di colui che ne ha subiti solo uno o due, ha affermato il Dr. Hugh Fudenberg, uno dei leader mondiali in immunologia e genetica.
“Ciò è dovuto all’alluminio e al mercurio che quasi ogni vaccino anti-nfluenzale contiene. Il graduale accumulo di alluminio e mercurio nel cervello porta a disfunzioni cognitive”, ha detto il dr.Fudenberg. Visto che i vaccini anti-nfluenzali non hanno avuto molto beneficio ha raccomandato di evitarli.
Il Dr.Fudenberg ha aggiunto che i vaccini influenzali contengono molte sostanze chimiche tossiche e invece di stimolare il sistema immunitario lo rendono più debole aumentando la probabilità di essere contagiati con l’influenza. Ha detto che i vaccini incidono negativamente sugli organi interni in particolare sul pancreas e l’influenza stagionale potrebbe sviluppare nelle persone con gravi malattie autoimmuni il diabete, il morbo di Addison, l’artrite, l’asma, la sindrome Guillian-Barre, l’epatite, la malattia di Lou Gehrig, il lupus e molte altre. Alcuni vaccini possono anche infliggere invalidità e dolori a vita.
Il Dr.Fudenberg ha affermato che non vi è stata una campagna massiccia sul significato delle vaccinazioni contro l’influenza e spegare che non aveva alcun beneficio perché il Governo Federale (americano) aveva stipulato un contratto del valore di 400 milioni dollari con la GlaxoSmithKline per la fornitura di 50,4 milioni di dosi deivaccino H1N1;  solo il 50% circa dello stock è stato usato.

FONTE http://topnews.us/

H. Hugh Fudenberg, MD: Curriculum Vitae

Traduzione: CNJ

Letto su http://codenamejumper.wordpress.com/

19 novembre 2011

Sardegna, Taglio a sostegno disabili, Ministero pagherà danni


Tar Sardegna, mille euro per ogni mese senza corretto supporto.

CAGLIARI – Il Ministero della Pubblica istruzione dovra’ risarcire mille euro per ogni mese trascorso dagli studenti disabili col sostegno tagliato, senza cioe’ il corretto rapporto insegnante-alunno.
Quindici i ricorsi accolti dai giudici della Prima sezione del Tar Sardegna che hanno dato ragione ai genitori di bambini disabili che si erano visti ridimensionate le ore di sostegno a causa dei tagli.
Oltre al risarcimento dei danni il Ministero dovra’ anche rimborsare le spese processuali. Entro un mese, poi, e’ previsto il deposito di altre 30 sentenze su altrettanti ricorsi.

La versione integrale di questo articolo è disponibile sul sito http://www.ansa.it/

Governo Monti, disabili: ripartire da Lea e stralcio art.10 riforma



Roma, 18 nov 2011- «Credo che la scommessa per dare una risposta alla disabilità sia avere il livelli minimi di assistenza, i Lea socio-sanitari: se non abbiamo questo non riusciamo a fare integrazione». Lorena Rambaudi, coordinatrice della Commissione Politiche Sociali alla Conferenza delle Regioni, vede nel cambio di Governo «la possibilità di rimettersi al lavoro, sapendo che le difficoltà ci sono». Intervenendo al convegno nazionale sulla disabilità, Rambaudi ha detto di aver individuato delle priorità da presentare al nuovo premier, tra cui il tema del welfare, «perché ogni Regione sta vivendo grosse difficoltà nel trovare uno spazio adeguato di finanziamento al sociale». Ha anche reso noto di aver già chiesto un incontro con il governo perché «venga bloccato l'articolo 10 della riforma. Ieri, in conferenza dei presidenti, Errani ci ha riferito che in prima battuta Monti terrà i rapporti con le Regioni e con gli Enti locali in modo diretto e questo ci dà fiducia - ha aggiunto Rambaudi -. Ci dà inoltre speranza anche la presenza del nuovo ministro alla Sanità, Renato Balduzzi, perché aveva collaborato con noi alla stesura del documento sui livelli essenziali a titolo volontario e gratuito, come docente universitario, ed è una persona che conosce il sociale e l'esigenza dell'integrazione socio-sanitaria».

Fonte ilcapoluogo.com

18 novembre 2011

Il giudice ordina l’abbattimento dello scivolo di un disabile

SINISCOLA (NU) – Al numero 7 di via Olbia qualche passante si ferma sotto la pioggia e non riesce a trattenere commenti densi di amarezza. Fa male a moltissime persone non vedere più lo scivolo che Giovanni Santo Bomboi, 69 anni, e da tredici affetto da sclerosi multipla, utilizzava per uscire di casa in maniera autonoma.
Come ordinato dal giudice, la rampa è stata demolita, seppur tra le critiche. Una vicina ha chiesto ed ottenuto l’abbattimento dello scivolo poiché ostruiva un passaggio in comune, impedendo il transito con la macchina. Un caso molto complicato, arricchito da quello che appare un nuovo colpo di scena. Una terza vicina, infatti, a sua volta esibisce un faldone di documenti, spiegando di aver vinto di recente una causa parallela, che vieterebbe l’accesso delle auto in quel minuscolo tratto di strada.
Lo scivolo è stato abbattuto, insomma, ma – stando a quanto riferisce questa vicina – nessun veicolo potrà comunque passare sulla superficie. La vicenda si fa sempre più complessa, e c’è c’è chi intende approfondire meglio la questione chiedendo l’aiuto di alcune associazioni per disabili.
«Mio marito è peggio che morto» si sfoga Lucia Todde. Per poter uscire di casa in carrozzina, Giovanni Santo Bomboi dovrà essere trasportato di peso da ben tre persone robuste. Il Comune, che aveva regolarmente autorizzato la costruzione della rampa, sta pensando di far sistemare una pedana amovibile. Ma anche in questo caso il pensionato affetto da sclerosi multipla dovrà dire addio alla sua indipendenza negli spostamenti. (salv.mart.)

Fonte: la Nuova Sardegna – 17 novembre 2011

Letto su http://www.disablog.it/

Disabili: a rischio riduzione indennita' di accompagnamento


(ANSA) - ROMA, 17 NOV - E' a rischio riduzione l'indennita' di accompagnamento, a tutto danno di anziani, disabili e delle loro famiglie, sempre piu' spesso spinte in situazioni di poverta' dalla crisi economica in atto. E' il grido d'allarme, lanciato oggi al congresso annuale Anaste (associazione nazionale strutture terza eta'), da Pietro Vittorio Barbieri, presidente nazionale della Fish (Federazione italiana per il superamento handicap), e dalla ricercatrice di economia sanitaria Grazia Labate. Il disegno di legge delega in materia fiscale ed assistenziale n.4566, in discussione in Commissione Finanza alla Camera, ''cancella diritti soggettivi con manovra di cassa. Non razionalizza la spesa, ma crea forte turbamento nelle famiglie italiane'' afferma Labate. ''Si tratta di una vera emergenza che colpira' tutti, a partire dal Sud'' incalza Barbieri, precisando che, destinando le indennita' di accompagnamento ''solo agli autenticamente bisognosi'', si lega di fatto l'erogazione a redditi minimi, e ''bastera' avere la pensione per essere fuori.

L'unico messaggio del vecchio governo - secondo Barbieri - e' stato quello del 'Fai da te' spostando la vera spesa del welfare alle famiglie, mentre dal presidente incaricato Monti ci aspettiamo l'equita' da lui annunciata, e quindi lo stop a questa sparizione in corso del sistema assistenziale''. Per tutte queste motivazioni, conclude Labate, ''appare assai improprio, nonche' iniquo e controproducente per la crescita, il dettato e il contenuto della Delega in materia fiscale ed assistenziale. La prima cosa da fare e' stralciare dalla delega la parte assistenziale, e costruire un patto per traqhettare il welfare verso una base piu' solida di finanziamento per contribuire a rafforzare il concetto di welfare solidaristico integrato e di comunita'''.

(17 novembre, 17:04 ANSA)

Le vignette di Vauro a Servizio Pubblico - Terza Puntata

Per iniziare bene la giornata vi proponiamo le divertentissime vignette di Vauro (anche nei panni di Padre Indignato),  che sono andate in onda nella terza puntata di  «Servizio Pubblico» (la «rivoluzionaria» trasmissione di Michele Santoro). I video sono stati messi in rete da GeorgeOrwell03 e da Servizio Pubblico.



Segnaliamo che ancora una volta abbiamo letto di attacchi ai ripetitori delle emittenti regionali che diffondono la trasmissione. Infatti, dopo il furto di due trasmettitori di Telelombardia la settimana scorsa, questa volta sono stati incendiati due ripetitori in Trentino. «Mi sembra un atto gravissimo a prescindere che sia diretto a noi o no - dice all'Ansa Santoro -. La scorsa settimana si è parlato di un furto, ma un furto mi sembra improbabile per apparecchiature vecchie e scarsamente commerciabili. Questo sicuramente non è un furto. Basta fare uno più uno... C'è un carattere intimidatorio nei confronti dell'informazione in genere. E questo è grave in ogni caso»

17 novembre 2011

Lotta ai falsi invalidi, 300mila controlli: “Tanti sforzi pochi risultati”


di CARLO DI FOGGIA -Una corposa caccia alle streghe ma con scarsi risultati. Negli ultimi due anni l’Inps ha infatti avviato una serie di controlli a tappeto con l’obiettivo di eliminare sprechi e truffe ai danni dell’assistenza sociale e non è un mistero che da questo settore (pensioni di invalidità, accompagnamento etc.) dovrebbero arrivare molte delle risorse previste dalla manovra correttiva di Agosto.
Secondo uno studio pubblicato su Welfare Oggi coordinato da Cristiano Gori, docente di politiche sociali all’Università Cattolica di Milano, la lotta ai ‘falsi invalidi’ non ha raggiunto gli obiettivi sperati: a fronte delle 31.083 provvidenze revocate si è ottenuto una riduzione di spesa – ipotizzando il massimo del risparmio – di circa 70 milioni di euro nel 2009/10 e 100 milioni nel 2011/12. In pratica l’1% della spesa complessiva per le invalidità sostenuta dallo stato che, secondo i dati dell’Inps, ammonta a circa 17 miliardi di euro annui.
Un risultato importante sotto il profilo del contrasto alle truffe ma pagato assai caro – secondo gli autori – “sul piano della percezione sociale della disabilità”. La delega fiscale e assistenziale infatti, prevede un taglio di 4 miliardi di euro nel 2013 e 20 miliardi nel 2014. Una cifra enorme (quasi la metà dell’intero provvedimento) che il Ministero dell’Economia conta di ottenere anche grazie ad una riorganizzazione di tutto il comparto e le cifre circolate nei mesi estivi hanno fatto gridare allo scandalo. “Nell’opinione pubblica – spiega Franco Bomprezzi, giornalista e coautore del dossier – si è consolidata la convinzione che i ‘veri invalidi’ sono solo le persone in situazione di grave bisogno”. Questo ha alimentato una campagna mediatica contro i ‘falsi invalidi’ distogliendo l’attenzione dai tagli in arrivo.
In effetti, dal 2009 i controlli sono aumentati in modo esponenziale e quasi l’11% delle pensioni d’invalidità è stata revocata. La raffica di ricorsi presentati hanno però portato nel 70% dei casi alla restituzione delle cifre sequestrate. Stando a questi dati il fenomeno dei “falsi invalidi” si limita al 3% del totale di tutte le truffe ai danni dell’Inps (3000 accertate). Secondo la guardia di finanza, nei primi sette mesi del 2011 queste hanno causato un danno per le casse dello stato di circa 48 milioni di euro. La stessa cifra che secondo lo studio potrebbe essere ottenuta potenziando ulteriormente i controlli sulle invalidità ma a quale prezzo?
“In questi due anni le associazioni, i patronati, le Asl, gli stessi vertici dell’Inps – si legge nello studio – hanno ricevuto costanti segnalazioni di persone convocate a visita nonostante fossero affette da gravissime patologie irreversibili”. Secondo Gori la campagna avviata dall’Inps ha provocato una “retromarcia culturale che si è tradotta innanzitutto nel consolidamento dello stereotipo della disabilità come costo sociale”.
I tagli previsti dalla manovra potrebbero però assestare un colpo ancora più duro del danno socio-culturale. Dalla riforma assistenziale dovrebbe arrivare una cospicua parte di quei 24 miliardi di risparmi previsti dal governo con la manovra correttiva. Una speranza più che una certezza visto che nella relazione tecnica di accompagnamento viene specificato che “gli effetti finanziari conseguenti all’attuazione della riforma fiscale e assistenziale non sono al momento quantificabili”. In pratica se non si otterranno i risultati sperati potrebbero invece arrivare i tagli lineari.
Secondo il Forum nazionale del terzo settore, ascoltato il 9 dicembre dalla Commissione Affari sociali della Camera, anche in caso di applicazione estrema, la delega produrrà risparmi esigui, non superiori al 7% del totale.
La versione integrale di questo articolo è disponibile sul sito http://www3.lastampa.it/

YouTube MP3 Tutorial


Che cosa è YouTube mp3? YouTube-mp3.org è il più facile servizio online per convertire file video in mp3. Non è necessario un account, l'unica cosa che serve è un URL di YouTube. Si inizierà a convertire la traccia audio del vostro videofile a mp3 non appena l'avete presentato e che sarà in grado di scaricarlo. Diverso da altri servizi il processo di conversione tutto sarà svolte dalle nostre infrastrutture e devi solo scaricare il file audio dai nostri server. A causa di questo il nostro software è indipendente dalla piattaforma: è possibile utilizzarlo con il vostro Mac, un PC con Linux o anche un iPhone. Tutte le conversioni saranno devono essere eseguiti in modalità ad alta qualità con un bitrate di almeno 128 kbit / s. Non preoccupatevi, il nostro servizio è completamente gratuito. Abbiamo bisogno di circa 3 o 4 minuti per ogni video.

Fonte http://www.youtube-mp3.org/

Per qualsiasi chiarimento basta lasciare un commento :)

Un saluto dal vostro Salvatore Falletta

Altri video guide sono disponibili nel nostro canale di YouTube

16 novembre 2011

Governo Monti, la lista nei neo Ministri


Mario Monti il neo premier incaricato dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, intorno alle 13.30, ha finalmente reso nota la lista dei ministri del suo esecutivo che dovrà traghettare l'Italia dalle secche della crisi economica:

Presidente consiglio e economia ad interim: 
Mario Monti.

Ministri senza portafoglio: 
Enzo Moavero Milanesi, Piero Gnudi, Fabrizio Barca, Piero Giarda e Fabrizio Riccardi.

Ministri con portafoglio:

  • Ministro degli Esteri Giulio Terzi di Sant’Agata; 
  • Ministro degli Interni Anna Maria Cancellieri;
  • Ministro della Giustizia Paola Severino;
  • Ministro della Difesa Gianpaolo di Paola;
  • Ministro dello Sviluppo Economico;
  • Ministro delle Infrastrutture e Trasporti Corrado Passera;
  • Ministro dell'Agricoltura Mario Catania;
  • Ministro dell’Ambiente Mario Clini, 
  • Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Elsa Fornero;
  • Ministro della Salute Renato Balduzzi;
  • Ministro dell’Università e Istruzione Francesco Profumo;
  • Ministro della Cultura Lorenzo Ornaghi.
In conclusione la copertina di Ballarò di ieri, in cui Maurizio Crozza ha dedicato al neo Presidente del Consiglio un divertentissimo monologo.

Quante vite costano i nostri telefoni cellulari a causa del coltan?


PENSARE AI VOSTRI REGALI

Pensate a quante volte dei genitori per far felici e rendere più moderni i loro figli gli hanno regalato telefoni cellulari e video giochi di ultima generazione. Ma qualcuno si è mai fermato a pensare a quanto costa realmente quell’oggetto così normale oggi per noi? Non in termini di denaro, ma in termini di vite umane e distruzione. Uno dei componenti fondamentali di tutti i nostri telefoni, video camere, video giochi è un conduttore chiamato Coltan.

CHE COS’E’ IL COLTAN ?

Molti pensano che molte guerre Africane siano la causa di conflitti tribali, ma non è così.Quasi nessuno lo sa, ma questo minerale è la causa principale della guerra che dal 1998 ha ucciso più di 4 milioni di persone in Congo ed è oggi, uno dei componenti fondamentali dei nostri cellulari, un metallo più prezioso dei diamanti. Il coltan è la combinazione tra COLOMIBTE e TANTALITE la percentuale di quest’ultima appunto è quella che determina il prezzo del Coltan, dal Coltan si estrae la Tantalite , che è quello che serve nei nostri componenti tecnologici. Il coltan ha l’aspetto di sabbia nera e rappresenta un elemento fondamentale in video camere, telefonini e in tutti gli apparecchi HI TEC (come la playstation) serve a ottimizzare il consumo della corrente elettrica nei chip di nuovissima generazione e rendono possibile un notevole risparmio energetico.


MA COME SI LEGA IL PROBLEMA DELLA GUERRA AL COLTAN?

L’ 80 % del Coltan in circolazione si trova solo in Congo, alcune delle più grosse multinazionali sfruttano queste miniere ed i congolesi che vengono pagati 200 dollari al mese (la paga di un normale lavoratore in Congo è di 10 dollari al mese).Questo scatena una vera e propria corsa alle miniere da parte dei guerriglieri che se ne vorrebbero impadronire, non solo dal Congo ma anche dalla vicina Uganda e Rwuanda. Ma come è facile prevedere estrarre questo prezioso minerale ha i suoi effetti indesiderati, solo per i minatori ovviamente.Il coltan contiene una parte di uranio, quindi è radioattivo, provoca tumori e impotenza sessuale, viene estratto dai minatori a mani nude…Le miniere di Coltan hanno l’aspetto di grandi cave di pietra, il minerale si ottiene spaccando la roccia; spesso i guerriglieri del RDC (Rassemblement Congolaise pour la Democrazie ) si divertono a terrorizzare i civili ed i minatori uccidendoli nelle miniere,tanto che racconta un ragazzo i lavoratori hanno dovuto scavare delle buche in cui ripararsi ogni volta che arrivano i ribelli.

QUALCHE ANNO FA IN ITALIA

la gente impazziva per trovare nei negozi la Playstation 2, diventata introvabile, il motivo fu proprio la carenza del Coltan di cui si era fermata l’estrazione per i problemi legati alla guerra.I soldi che le multinazionali spendono per estrarre il Coltan come sempre non servono per alimentare la popolazione, costruire scuole o ospedali, tutt’altro, servono a finanziare la guerra, comprare Armi, dar da mangiare ai soldati. Pochi sanno quali sono esattamente le società che comprano il Coltan, non è facile scoprirlo, perché ci sono decine di intermediari che passano dall’Europa, in particolare dal Belgio (si sospetta che anche l’ex compagnia aerea di bandiera belga la “Sabena” trasportasse illegalmente il minerale)Ma i principali fautori di questo che sta diventando un genocidio sono Nokia, Eriksson e Sony,non basta ma sotto c’è anche un mercato nero del coltan che viene rubato dai guerriglieri e poi rivenduto attraverso altri mediatori ugandesi, rwuandesi, e spesso europei ed americani.


COME DETTO PRECEDENTEMENTE

il prezzo del Coltan varia a seconda della percentuale di Tantalite, nel 1998 il Coltan costava 2 dollari al kg, oggi ne costa 100, ma questo mercato è estremamente instabile ,perché nel 2004 quando la richieste da parte dell’occidente erano tantissime arrivò a costare 600 dollari al kg.Recentemente è stato scoperto un nuovo giacimento di Coltan, in Amazzionia, si comincerà a lavorare presto con le conseguenze che tutti possono prevedere, forse altre storie di ribellione degli Indios e morte.nulla cambierà, la fine della guerra del Congo, si otterrà solo con la fine delle sue risorse minerarie, e guerra e distruzione si concentreranno in un altro..meraviglioso posto…..da distruggere.

Fonte: ilfattaccio

Letto su http://newapocalypse.altervista.org/

15 novembre 2011

Lo strano caso dell’Aulin



UNA DELLE MOLECOLE coinvolte nell’inchiesta della procura di Torino è la nimesulide, meglio nota con il nome del farmaco che per primo ha utilizzato questo principio attivo, e cioè l’Aulin. «La nimesulide appartiene alla categoria degli antinfiammatori non steroidei, i cosiddetti FANS. È stata scoperta negli anni Ottanta da una casa farmaceutica americana, che non ne ha completato il processo di sviluppo a causa del suo elevato livello di tossicità – a parità di risultati terapeutici – e l’ha abbandonata a favore di altre molecole. Ma anche nel mondo dei farmaci esistono i becchini, società che acquistano molecole-scarto e ne tentano la registrazione, e questa è stata la sorte della nimesulide, che è passata di mano in mano per arrivare infine alla Roche, che ne ha ottenuto la registrazione col nome di Aulin»..

L’AULIN NON E’ MAI STATO AUTORIZZATO negli Usa, in Giappone, in Germania e in Gran Bretagna, i mercati più importanti per i prodotti farmaceutici. È stato invece registrato in Italia, dove consegue circa l’80% del suo fatturato globale, in Francia, Spagna, Irlanda e Finlandia. Il foglietto illustrativo del farmaco è chilometrico, e fra gli effetti collaterali ritroviamo reazioni epatiche gravi, inclusi alcuni rarissimi casi di decesso; lesioni epatiche, reversibili nella maggior parte dei casi, dopo un’esposizione anche breve al farmaco; emorragie, ulcere o perforazioni gastrointestinali. La nimesulide è sconsigliata ai pazienti con insufficienza renale o cardiaca, perché può danneggiare la funzionalità renale; e può ridurre la fertilità, per cui non è consigliato alle donne che cercano una gravidanza, alle donne che hanno difficoltà a concepire, e a quelle che vengono sottoposte ad accertamenti per infertilità. «La microtossicità della nimesulide è risultata chiara fin da subito, e questa è la ragione per cui la società che l’aveva scoperto non ha giudicato interessante completarne lo sviluppo, tanto più che l’efficacia del principio attivo è inferiore a quella di molecole concorrenti, come l’ibuprofene o il paracetamolo».

NEL 2002 i prodotti a base di nimesulide sono stati ritirati dal commercio in Finlandia e in Spagna (109 casi di reazioni avverse, due trapianti di fegato e un decesso), e dal 15 maggio 2007 anche l’agenzia del farmaco irlandese ne ha sospeso la vendita, a seguito della segnalazione di sei casi di insufficienza epatica grave che hanno reso necessari altrettanti trapianti di fegato.Eppure, nel nostro Paese e per molto tempo, l’Aulin è stato addirittura considerato un farmaco Otc (Over the counter), cioè vendibile senza necessità di ricetta medica. Giovanni Mathieu, presidente della Associazione dei medici internisti, lancia l’allarme: “Per molto tempo la nimesulide ha goduto della fama di un farmaco non molto rischioso, ma ogni anno noi medici internisti osserviamo un numero abbastanza preoccupante di pazienti che subiscono danni epatici e dell’apparato gastroenterico causati proprio da questa molecola”.

L’AIFA replica prontamente: dopo un processo di revisione dei dati esistenti durato due anni, il Comitato scientifico (CHMP) dell’Emea (Agenzia europea del farmaco) ha stabilito che il profilo beneficio/rischio della nimesulide è positivo e in linea con quello degli altri farmaci della stessa classe e ha confermato il mantenimento della registrazione del prodotto in tutti gli Stati membri, pur restringendone le indicazioni terapeutiche e aggiungendo altre controindicazioni nel riassunto delle caratteristiche del prodotto.Di verifiche e studi per appurarne la reale pericolosità non se ne parla, solo un attento monitoraggio. Come mai? La risposta è in un filmato di due minuti girato da un regista con le stellette e finito sui tavoli della procura di Torino, in cui un mediatore passa una mazzetta a Pasqualino Rossi, vicedirettore dell’Aifa e – guarda caso – rappresentante italiano all’Emea CHMP, per lasciare tranquillo l’Aulin. «Ai tempi d’oro, il fatturato dell’Aulin arrivava a 40 milioni di euro, il che significa circa 35 milioni di margine in tasca alla Roche, perché i costi di produzione sono bassi e la ricerca è stata fatta da altri».

Cosa tutela dunque l’Aifa: la salute pubblica o il giro d’affari privato?

Fonte http://www.rivistapaginauno.it

Letto su http://ilfattaccio.org/

14 novembre 2011

Audio Thief MP3 YouTube Tutorial


Oggi vogliamo consigliarvi un ottimo sito web che vi permetterà di ottenere velocemente la musica del clip video direttamente sul vostro computer sotto forma di file MP3.
Vogliamo presentarvi Audio Thief. Raggiungendo la sua home page potrete immediatamente accorgervi di ciò di cui avete bisogno per completare l'operazione di estrapolazione grazie ad una miniguida iniziale:

  1. Vai su youtube.com e cerca il video desideri convertire in MP3. 
  2. Prendi il link del video dal vostro browser.
  3. In seguito non dovrete far altro che tornare sul sito di Audio Thief e incolla il collegamento appena preso nel rettangolo bianco. 
  4. Infine, cliccate su "Convert". Inizierà il procedimento di conversione che solitamente dura pochi secondi.
  5. Alla fine vi verrà segnalato l'esito positivo dell'azione appena svolta e vi comparirà una scritta blu "Clicca qui per scaricare il file convertito". Al click, vi ritroverete in un'ulteriore schermata in cui potrete addirittura ritagliare la canzone. In seguito, cliccate su "Download Mp3" per scaricare il file musicale.

http://www.audiothief.com/it-it/Video

Infine Vi consiglio caldamente di usare Audio Thief MP3 con Google Chrome :)

Un saluto dal vostro Salvatore Falletta

12 novembre 2011

Autismo, in 20 anni casi decuplicati, oggi un bimbo ogni 200


AUTISMO: IN 20 ANNI CASI DECUPLICATI, OGGI UN BIMBO OGNI 200
(AGI) - Roma, 12 nov. - I casi di autismo sono sempre piu’ frequenti nel nostro paese: se venti anni fa la patologia colpiva un bambino ogni 2.000, oggi colpisce un bambino ogni 200, con i casi che quindi in due decenni sono addirittura decuplicati. Una crescita esponenziale di un disturbo, segnalano gli esperti, che ancora oggi viene troppo spesso diagnosticato in ritardo e affrontato con terapie non idonee. Eppure la possibilita’ di migliorare la qualita’ di vita di questi bambini autistici e delle loro famiglie dipende in maniera diretta dal tempismo con il quale si riesce ad effettuare una valutazione e, di conseguenza, dall’adozione di terapie mirate al singolo caso. “Un unico metodo non funziona per tutti”, osservano Federico Bianchi di Castelbianco e Magda Di Renzo, rispettivamente direttore e responsabile del servizio Terapia dell’Istituto di Ortofonologia che di fatto propongono due progetti distinti - uno relativo all’individuazione del disturbo, l’altro alla terapia - evidenziando che circa il 70% dei bambini in cura ha migliorato la propria diagnosi passando da una situazione di autismo ad una di spettro autistico, mentre il 24% e’ addirittura uscito dall’autismo a dimostrazione che questo disturbo e’ una gabbia da cui si puo’ anche uscire. Nate e promosse dall’IdO, le due iniziative, dal carattere “innovativo”, sono al centro del convegno scientifico dal tema “Autismo Infantile. La centralita’ della diagnosi precoce per un progetto terapeutico mirato”, presentato oggi al convegno ‘Direfuturo-Il Festival delle giovani idee’ e promosso dallo stesso Istituto, in collaborazione con la Fondazione Telecom Italia e la casa editrice Magi Edizioni. Il primo obiettivo raggiunto dall’istituto, e’ stato quello di distinguere all’interno della “disomogenea categoria dei bambini con disturbi autistici” due sottogruppi definiti con sintomatologia lieve e severa in base alla gravita’ dei punteggi ottenuti con le scale standardizzate: Autism diagnostic observation schedule Generic (Ados-G) e Childhood autism rating scale (Cars). Cio’ che e’ emerso in modo sorprendente e’ stata la presenza di intenzionalita’ nel sottogruppo con sintomatologia lieve, ovvero il fatto che esista la possibilita’ che il bambino possa comprendere le intenzioni dell’altro. Si tratta di una scoperta che ha messo “in discussione la ‘teoria della mente’ come spiegazione della maggior parte delle bizzarrie del bambino con autismo”, spiega Di Renzo nel sottolineare che “l’esperienza clinica ha evidenziato che lo sviluppo del bambino autistico segue le stesse linee di quello normodotato ma con tempi molto piu’ lenti”. (AGI)

La versione integrale di questo articolo è presente sul sito http://www.disabili-oggi.it/